Questo è il diario di una che sta morendo.
Ovviamente non sto scrivendo questo diario perché spero che qualcuno lo legga, non lo sto scrivendo perché sono in cerca di follower, come si usa oggi, voglio augurarmi che a nessuno interessi seguire gli avvenimenti quotidiani e gli sfoghi emotivi di una persona malata, anche se, ad oggi, trovo spesso macabro, o, nella migliore delle ipotesi, assurdo, il materiale che la gente interessante o di intrattenimento.
Non lo scrivo utilizzando un blog per necessità di condivisione, non me ne frega assolutamente niente se qualche sconosciuto lo leggerà. Lo scrivo perché ho bisogno di sputare fuori un po’ di merda ogni tanto. E lo faccio sul web perché non mi piace parlare da sola, preferisco parlare a qualcuno o a qualcosa anche se so che non mi sta ascoltando e, se anche mi sta ascoltando, non capisce o non gliene frega un cazzo, lo trovo più terapeitico. Internet sarà il mio interlocutore idiota e disinteressato. E io potrò vomitargli addosso tutto quello che avrò voglia di vomitargli addosso senza sensi di colpa. Non posso farlo con mio marito, né con i miei parenti, né con i miei amici, perché io sono una moribonda perfetta. Non mi lamento quasi mai, non impreco contro il fato, sono positiva sempre, sono certa che, se non mi butto giù, guarirò. Ed è il tipo di moribonda che voglio essere, amo i miei cari e non voglio rendere uno strazio ancora più straziante questo strazio.
Quindi non voglio mentirvi, anche perché io odio le menzogne. (Spesso scriverò come se avessi degli interlocutori perché, come dicevo prima, non trovo abbastanza terapeutico parlare da sola, anche se so che non c’è nessuno in ascolto).
Io non sono nulla di quello che si potrà leggere in questo blog. Io sono una moribonda buona, condicendente, paziente, positiva, una di quelle moribonde a tutti dicono “sei una fonte di ispirazione per tutti noi” “sei la donna più forte che abbia mai conosciuto” “una come te non può non farcela, guarirai” Ma no, non guarirò, le miei probabilità di guarire sono molto molto basse, non le ho mai volute chiedere ai medici perché un numero così piccolo non è piacevole da sentire quando è riferito alla tua aspettativa di vita. Quindi sono una brava persona,molto attenta ai bisogni degli altri che sta approssimativamente morendo, a tempo non determinato ma temo non troppo a lungo termine.
E da qui questo blog, perché essere una brava persona che sta approssimativamente morendo non è un compito facile. Serve una valvola di sfogo, sono più di due anni che sto approssimativamente morendo e se non comincio a sfogare un po’ di rabbia repressa finisce che sto anche impazzendo e senza approssimativamente.
Quello che scriverò e qui sarà quindi tutto quello non ho scritto o detto o fatto per non ferire qualcuno,ma che avrei voluto scrivere dire o fare per non ferire me.