Oggi ho dormito tutto il giorno, mi capita spesso di farlo. Non perché sia realmente così stanca da dover dormire tutto il giorno, almeno non sempre, ma perché se dormo non penso. Se dormo non mi sento costretta a fare qualcosa per forza, non sono costretta a rispondere a messaggi e telefonate. E se dormo sogno, e sogno spesso la mia mamma. Mi piace sognare, e mi piace molto sognare la mia mamma, anche se il più delle volte nei miei sogni litighiamo. Quando era viva non litigavamo quasi mai, a parte un periodo in cui ci parlavamo appena, però nemmeno in quel periodo litigavamo.
La mia mamma è morta, vi ricordate che ieri vi ho raccontato che tutt’a un tratto, circa due anni fa, mi sono ritrovata mummificata a letto, all’improvviso,senza spiegazioni chiare. Le spiegazioni a me non le avevano date, ma qualcuno le aveva date a mia mamma e a mio marito, sbagliate, imprecise, basate su diagnosi improvvisate da medici impreparati di fronte a casi come il mio. 6 mesi di vita, bloccata a letto. Queste è stata la prognosi fatta da un medico di medicina generale in un caso di cancro.
Perché, se avete la fortuna di non saperlo, fortuna data dal fatto che per adesso nessuna delle innumerevoli probabilità che possono portarvi a passare un lungo periodo a contatto con i medici ancora non si è verificata, dovete sapere che nella medicina occidentale, quella che viene insegnata nelle nostre università, ognuno ha una specializzazione, c’è chi si occupa dell’apparato digerente,chi di quello respiratorio, c’è il chirurgo, anzi ci sono tantissimi chirurghi, ognuno preparato per tagliuzzare un determinato pezzo del vostro corpo e nessun altro, c’è l’urologo, c’è l’oncologo. Ognuno di questi dottori è preparato per curare una sola parte del vostro corpo, e non comunica o lo fa poco con gli altri dottori che si occupano di altro. E se lo fa lo fa vergognandosi un po’, con reticenza, e fidandosi poco. Nella migliore delle ipotesi quando si trova di fronte un caso non chiaro per lui vi manda da un altro specialista,non lo consulta, vi ci spedisce e chi e’ visto e’visto, a volte invece decide che anche se non è certo che il vostro caso sia di sua competenza decide di prescrivervi una cura, per evitare di dover ammettere che non è di sua competenza. Nella peggiore delle ipotesi il caso non è di sua competenza, ma il suo ego lo spinge non tanto a prescrivere una cura ma a formulare una prognosi. La prognosi che il medico ha formulato nel mio caso, che non era un caso di sua competenza era decisamente infausta.
Quando mia madre ha sentito questa prognosi è, ovviamente, rimasta shockata, talmente shockata che le prognosi meno infauste venute dopo, fatte da medici per i quali il mio caso era di loro competenza, non sono riuscite a tranquillizzarla. E si è ammalata, le è venuto il cancro, ma uno di quelli diversi, quelli per i quali a quanto pare non esiste un medico abbastanza specializzato, un cancro che l’ha portata via in poco più di 3 mesi, senza che nessuno sia nemmeno riuscito a capire da dove è partito. Io non sono un medico, ma temo di sapere da dove è partito, è partito dal dolore provocato da quella prognosi di quel medico che ha voluto dare una prognosi in un caso che non era di sua competenza.